La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
Oggi Stanguellini è considerato, nella migliore delle ipotesi, un nome oscuro, ma un tempo era ben noto negli ambienti italiani delle corse, delle elaborazioni e della costruzione automobilistica. Soprattutto nel dopoguerra, certo, ma la storia era iniziata già prima.
Il nonno di Vittorio Stanguellini aveva fondato un’azienda meccanica già nel 1879, mentre suo padre era stato il primo uomo a immatricolare un’automobile a Modena, con la targa ‘MO 1’. Fu però Vittorio stesso a imporre definitivamente il nome della famiglia nel mondo dell’automobile alla fine degli anni Trenta.
Sebbene avesse già modificato e ricarrozzato diverse Fiat e Alfa Romeo, e persino una Maserati, l’imponente vettura qui raffigurata fu probabilmente la prima autentica Stanguellini. Venne costruita nel 1939. Vittorio è l’uomo in piedi accanto alla vettura, mentre al volante siede il pilota Piero Taruffi. Questa poderosa special era basata sul telaio della Fiat 2800. Il modello è oggi associato soprattutto alle immagini di Benito Mussolini intento nel saluto, alle parate militari e alle vetture di altri capi di Stato, ma Stanguellini ne intuì il potenziale come automobile da corsa. Prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, la vettura fu iscritta soltanto a una manciata di gare, ma tornò in attività nel 1947, ottenendo alcuni successi. Nel frattempo, Vittorio Stanguellini aveva sviluppato per la Fiat 1100 una riuscitissima testata in alluminio con doppio albero a camme in testa, e la 2800 era ormai passata in secondo piano.
Nel corso degli anni Settanta, Stanguellini scomparve gradualmente come costruttore automobilistico, mentre Vittorio morì nel 1981. La buona notizia, tuttavia, è che la 2800 Special è sopravvissuta e può essere ammirata ancora oggi al Museo Stanguellini di Modena.
Testo: Jeroen Booij
Foto: Museo Stanguellini