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Founders Rally 2026 – 4.200 chilometri per un rally di due giorni

Molti scelgono eventi vicino a casa. Altri spediscono la propria automobile dall’altra parte del mondo e prendono l’aereo per raggiungerla. Poi ci sono quelli che percorrono oltre 4.200 chilometri per presentarsi alla partenza di un rally di due giorni. Nel caso di Juri Castricum, tutto ebbe inizio con una semplice “scommessa”.

“L’anno scorso sono volato in Portogallo per partecipare per la prima volta alla Founders Rally,” racconta Juri. “Poco tempo prima avevo trovato una Hispano-Suiza Alfonso XIII che era rimasta per anni all’interno di una cassa di legno. Preso dall’entusiasmo dissi: se l’anno prossimo mettete questa vettura sul manifesto del rally, verrò con lei.”

 

Gli organizzatori mantennero la parola. E così Juri difficilmente avrebbe potuto tirarsi indietro.

La Hispano-Suiza del 1913 fu caricata sul rimorchio per affrontare i circa 2.100 chilometri fino al Portogallo. E quello era soltanto il viaggio di andata.
Dopo due giorni di viaggio, l’equipaggio arrivò a Porto verso le cinque del pomeriggio. Appena in tempo per un raduno di auto d’epoca nel centro della città, dove si era riunito un gruppo particolarmente eterogeneo: da una Bentley di Le Mans a una Fiat 600 restaurata con grande cura. Seguì una passeggiata serale per le strade di Porto, in compagnia, fra le altre, di una Bugatti Brescia, una Jaguar XK e della Hispano-Suiza di Juri.

La mattina seguente li attendeva il Museu do Caramulo. La sua collezione viene ampliata fin dagli anni Cinquanta e comprende, fra le altre cose, una Peugeot del 1899, una Bugatti Type 57 Atalante e una vasta raccolta di veicoli militari, incluso un carro armato Sherman.

Dopo pranzo, il viaggio proseguì verso Figueira da Foz, sede storica della Founders Rally, o Corrida dos Fundadores. L’evento si richiama a una delle prime competizioni automobilistiche portoghesi, organizzata nel 1902 tra Figueira da Foz e Lisbona da un gruppo di giornalisti. Una prova di abilità sul lungomare fece da preludio al fine settimana del rally.

 

Sabato mattina, 46 automobili partirono in direzione di Lisbona. Gran parte del percorso seguiva la spettacolare costa atlantica, con soste sul mare, un pranzo a West Cliffs e una visita a un museo locale della bicicletta. Fra le partecipanti figuravano diverse macchine di particolare interesse, tra cui una delle prime Diatto, una Sunbeam Coupe de l’Auto del 1912, una Bugatti Type 57 Stelvio e una Hispano-Suiza H6B. Persino una Willys Jeep fu schierata con entusiasmo da una generazione più giovane.

Durante il percorso divenne evidente che queste automobili venivano utilizzate sul serio. La squadra di assistenza di Caramulo ebbe parecchio da fare, fra l’altro con la puleggia di una pompa dell’acqua, una scatola dello sterzo allentata e alcuni freni che richiedevano una nuova regolazione. Un partecipante fu meno fortunato: la rottura di una biella pose fine al suo rally.

 

Domenica, il percorso passò dall’imponente Palácio Nacional de Mafra e lungo la costa rocciosa nei pressi di Cascais, prima di raggiungere il Casino Estoril. Da lì, il gruppo proseguì compatto verso Lisbona per il pranzo conclusivo.

 

E la Hispano-Suiza? Dopo tutto questo, doveva semplicemente tornare nei Paesi Bassi. Percorrere più di 4.200 chilometri per un rally di due giorni può sembrare un po’ eccessivo. Dopo un fine settimana come questo, però, probabilmente molto meno.

Per Juri, in ogni caso, una cosa è certa: non è stata la sua ultima Founders Rally.

 

Pubblicato:
sabato ottobre 10th, 2026

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