La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
Il triciclo a motore ha conquistato una notevole popolarità nel corso dell’ultimo decennio. Il De Dion-Bouton Club ha organizzato raduni specificamente dedicati ai tricicli, alle aste sono state talvolta raggiunte cifre sorprendentemente elevate e anche noi ne abbiamo parlato regolarmente. Pensavamo ormai di conoscere piuttosto bene il fenomeno. Poi, all’inizio di questa settimana, su PreWarCar.com è apparso un Beeston Ladies’ Model.
Proprio così: un triciclo a motore progettato appositamente per le signore. La cosa meritava qualche ricerca in più, perché, sebbene i tricicli più noti sembrino essere stati costruiti quasi esclusivamente per uomini, esiste anche un capitolo pressoché dimenticato della loro storia.
Per comprenderlo dobbiamo tornare alla fiorente industria ciclistica britannica della fine del XIX secolo. Inizialmente i costruttori britannici erano all’avanguardia e fornivano alle aziende dell’Europa continentale non soltanto biciclette complete, ma anche catene, pignoni, selle, forcelle anteriori e competenze tecniche. Ingegneri promettenti come C.R. Garrard e Thomas Pullinger vi trovarono numerose opportunità di lavoro, mentre aziende quali Humber, Premier, Swift, Enfield e la Cycle Components Company concludevano ottimi affari.
Alla fine del 1897, diverse di queste imprese ottennero i migliori risultati della loro storia e gli azionisti poterono accomodarsi soddisfatti. Ma non per molto, come si sarebbe presto scoperto.
I tradizionali mercati di esportazione, tra cui gli Stati Uniti, i Paesi Bassi e altri Paesi europei, stavano infatti iniziando a sviluppare sempre più la propria produzione. A partire dal 1898, i costruttori britannici dovettero affrontare un’offerta eccessiva di biciclette, il calo dei prezzi al dettaglio e margini di profitto in rapida contrazione. Dovevano trovare qualcosa di nuovo, preferibilmente un prodotto che consentisse loro di continuare a utilizzare le fabbriche, i macchinari e la manodopera specializzata di cui già disponevano. La risposta era tanto logica quanto avventurosa: l’automobile.
La New Beeston Cycle Company fu una delle prime imprese britanniche a compiere questo passo. Già nel 1896 l’azienda sperimentò alcuni prototipi motorizzati, ai quali fece seguito un triciclo a motore. Mentre i primi veicoli francesi utilizzavano generalmente l’accensione elettrica, inizialmente Beeston optò per l’accensione a tubo incandescente.
I primi motori erano chiaramente ispirati a quelli De Dion-Bouton, che all’epoca rappresentavano il punto di riferimento per il numero in rapida crescita di costruttori di veicoli leggeri a motore. Venivano tuttavia costruiti in Inghilterra dalla Accles di Perry Barr, nei pressi di Birmingham. In seguito furono utilizzati anche motori della Motor Manufacturing Company.
I cataloghi del 1897 e del 1898 presentavano esclusivamente biciclette e tricicli dotati di tubo superiore, destinati a conducenti di sesso maschile. Nel catalogo Beeston Cycles and Motors del 1899, tuttavia, apparve improvvisamente un triciclo a motore con telaio aperto. Il progetto si basava sul Ladies Model K Pedal Tricycle dello stesso anno.
Una fotografia storica conservata nella Motoring Picture Library di Beaulieu dimostra che non si trattò soltanto di un disegno pubblicato sul catalogo. Nell’immagine, una signora elegantemente vestita posa accanto a un triciclo a motore Beeston di questo tipo, munito di una targa del Glamorgan.
Non è difficile intuire perché ne siano stati costruiti così pochi. Alla fine del XIX secolo, un triciclo a motore rappresentava già un mezzo di trasporto costoso e decisamente all’avanguardia. Un modello progettato appositamente per le signore costituiva dunque una nicchia all’interno di un mercato già molto ristretto.
Per quanto è noto, in tutto il mondo sopravvivono ancora otto tricicli a motore Beeston nella versione da uomo. Del Ladies’ Model si conosce un solo esemplare – ed è proprio quello che viene ora proposto in vendita.
Si tratta di un restauro non ancora ultimato, ma in gran parte completo. Secondo il venditore, i lavori finora eseguiti sono di qualità eccezionalmente elevata. Il nuovo proprietario entrerà quindi in possesso di qualcosa di davvero straordinario: uno dei più rari testimoni dell’epoca pionieristica della motorizzazione britannica.
Abbiamo chiesto al venditore se fosse disposto a esporre il triciclo presso il nostro stand all’International Autojumble di Beaulieu, a condizione che nel frattempo non venga venduto. Venite dunque a trovarci per ammirare da vicino questo eccezionale Beeston e ricevere maggiori informazioni.
Fonte: The Tricycle Book di Michael Edwards
Testo: Laurens Klein