La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
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Per noi in Inghilterra, il 2023 e il 2024 sono sembrati, a tratti, un unico e interminabile inverno. È quindi con un certo ottimismo per il 2025 che vi racconto del Veteran & Vintage Motorcycle Day a Brooklands, baciato da cieli tersi, una fresca brezza primaverile, veicoli a due e quattro ruote di prim’ordine e un’atmosfera tra le più cordiali.
L’evento deve la sua origine soprattutto al Sunbeam Motorcycle Club, che l’anno scorso ha festeggiato il suo centenario a Brooklands con una straordinaria riunione di motociclette anteguerra. Il successo è stato tale che Brooklands ha deciso di riproporlo, questa volta sotto la propria organizzazione. Quest’anno i numeri sono stati leggermente inferiori, ma la varietà decisamente maggiore. Hanno partecipato anche altri membri della grande famiglia del motociclismo: il Veteran Cycle Club ha esposto biciclette anteriori alla Grande Guerra, affiancate da una mostra di circa 14 rari e insoliti cyclecar. A rendere il tutto ancora più vivace, ci sono state esibizioni in pista, salite alla Test Hill e prove di abilità in stile gymkhana.
Il mondo delle moto è pieno di affascinanti stranezze, e una delle più curiose è stata la Blumfield, una moto da corsa raffreddata ad acqua, del tipo che partecipava al Senior T.T. sull’Isola di Man. Apparentemente appena restaurata, non sono riuscito a raccogliere molte informazioni sul momento, ma sembra che la ditta Blumfield di Birmingham fosse specializzata in motori monocilindrici e bicilindrici a V. Fondata da Thomas William Blumfield, la casa produsse la sua prima moto nel 1903 con un motore Minerva, ma dal 1910 al 1914 costruì modelli con propulsori propri. I suoi motori vennero usati anche nei cyclecar, come il Crescent. Forse il dettaglio più interessante è che lo stesso signor Blumfield fu coinvolto nella progettazione dell’auto elettrica Garrard & Blumfield nel 1894, veicolo che percorse con successo la tratta Birmingham–Coventry e apparve nel secondo numero di The Autocar.
Tra gli altri esemplari unici figuravano le due Dart del 1901 e 1919 costruite dal pilota Frank Barker, la celebre Dreadnought del 1903 di Harold Karslake, una Royal Sovereign del 1903 completamente restaurata e la Hatfield JAP del 1914, costruita da Horace Edwin Moore a Hatfield Peverel. Tra le moto più recenti, una delle più interessanti era una Nimbus danese del 1938, una tourer a quattro cilindri in linea da 750 cc.
La rassegna di cyclecar includeva marchi sportivi ben noti come Morgan e GN, ma anche un ricco assortimento di nomi poco conosciuti o del tutto dimenticati: Humberette, Benjamin, Twombly, Rollo, Seal, Grahame-White, OTAV (costruita a Milano), Woodrow e la Grafton, una vera autocostruita. La Woodrow, in particolare, era un veicolo piacevolmente rifinito, prodotto a Stockport da un’azienda nota soprattutto per i cappelli – che, ironicamente, hanno avuto una sopravvivenza ben più lunga. C’era anche uno strano veicolo con motore De Dion chiamato Bucquet, di cui non si trova traccia nemmeno nell’opera di Georgano.
L’esposizione è stata curata da Kate Clark-Kennedy, che ha completato il tutto con l’unico esemplare della Mills Busy Bee del 1919, costruita da Joseph Mills, proprietario di un’officina a Mansfield.
Il tempo è volato, e prima che ce ne rendessimo conto era già ora di andare. Ce ne siamo andati tutti con la speranza che il Veteran & Vintage Motorcycle Day diventi d’ora in poi un appuntamento fisso nel calendario di Brooklands.
Testo e fotografie: Zack Stiling