La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
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Con il London to Brighton Run ormai alle porte, diamo uno sguardo al trasporto agli albori del XX secolo. E per quanto possa sembrare curioso oggi, l’idea del Lawson Motor Wheel, qui mostrata da due graziose signore con un sorriso alla Gioconda, non era affatto strana nel 1902, quando si ritiene sia stata scattata questa foto. Signore e signori, ecco il trasporto colto in piena evoluzione.
Sebbene qui vediamo delle donne dimostrare il Motor Wheel, fu un uomo la vera forza trainante dietro il progetto – e non stupirà sapere che si chiamava Lawson: Harry Lawson. Secondo la Society of Automotive Historians, dobbiamo essergli grati, poiché Lawson «fondò la prima fabbrica automobilistica britannica, le Motor Mills a Coventry, a metà degli anni 1890,» ed era «la forza motrice dietro le prime automobili prodotte in serie nel Paese: le Daimler inglesi.» E non è tutto: «fondò anche il Motor Car Club, che nel novembre 1896 organizzò la Emancipation Run – oggi meglio conosciuta come la London to Brighton Run.» Un elenco di risultati davvero notevole!
La singola ruota anteriore della sua prima invenzione era azionata da un motore monocilindrico da 1½ CV raffreddato ad aria, con accensione a tubo caldo e cambio epicicloidale a due marce, per una velocità massima di 12 miglia orarie. Forse non rappresentava l’apice dell’ingegneria automobilistica britannica, ma illustrava perfettamente un’innovazione effimera in un’epoca di rapidi progressi. Da notare anche le maniglie, eredità evidente di una precedente carrozza trainata da cavalli. Evoluzione in azione, davvero.
Resta da vedere se un esemplare sia sopravvissuto e se avremo la fortuna di scorgerlo lungo il percorso domenica 2 novembre. Ma come detto: questa è evoluzione in azione!
Testo: Jeroen Booij