La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
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La storia automobilistica americana è ricca di imprese di Erwin George “Cannonball” Baker, un avventuriero dei primi del XX secolo che ha stabilito numerosi record di velocità e distanza con macchine diverse, dalle moto Indian alle auto Stutz, Cadillac e Wills Sainte Claire, e persino un camion Buick. La sua impresa più memorabile fu il tragitto attraverso gli Stati Uniti nel 1933, al volante di una Graham Blue Streak Eight, completato in un impressionante 53 ore e mezza. Il record rimase imbattuto per quasi quattro decenni.
Joseph, Robert e Ray Graham fondarono la loro azienda dopo aver venduto la produzione di camion a Dodge nel 1926 e, nel 1927, assunto il controllo della Paige‑Detroit Motor Car Company. Nel 1928 i fratelli vendettero più di 73 000 auto, ma quattro anni dopo, nel pieno della Grande Depressione, necessitavano di un modello audace per risollevare le sorti della loro impresa. L’erudito Amos Northup, pioniere del design aerodinamico e dipendente della Murray – fornitore di stampati per carrozzerie con sede a Detroit – intervenne con la Blue Streak Eight nel 1932. In un’epoca caratterizzata da calandre verticali e "cycle fenders", la griglia inclinata e i parafanghi integrati di Northup rappresentarono una svolta. I parafanghi scendevano dalle superfici orizzontali per nascondere i passaruota interni (e il fango accumulato) creando una sorta di cornice elegante per i cerchi.
Prodotta tra il 1932 e il 1934, la linea Blue Streak di Graham‑Paige fece parlare molto nel settore e segnò il passaggio dal passato al futuro del design automobilistico, cambiando per sempre l’estetica delle auto. Non fu difficile per il pubblico e i concorrenti comprendere che si trattava di una direzione futura.
Entro il 1934, quasi tutte le auto nuove in America adottavano i parafanghi integrati al posto delle vecchie tavole di legno sulle ruote. La Graham Blue Streak del 1933 fu onestamente pubblicizzata come "l’auto più imitata sulla strada".
Lo streamlining funzionale divenne un contrappunto agli elementi decorativi visti su tutto, dalle auto ai temperamatite, dalle radio e locomotive negli anni ’30. Anche a vettura ferma, la Graham Blue Streak trasmette un senso di velocità.
Il nuovo telaio influenzò anch’esso lo stile: l’assale posteriore passava attraverso un’apertura nel telaio a “banjo” – così chiamato per la sua forma – e le molle posteriori furono spostate all’esterno delle longherine anziché sotto, rafforzando la struttura e abbassando il baricentro. Ciò rese le caratteristiche di guida nettamente superiori a qualsiasi altra vettura dell’epoca.
La Graham Blue Streak Eight è la 19ᵃ auto documentata nel National Historic Vehicle Register degli Stati Uniti.
Questa Blue Streak fu importata nuova in Belgio nel 1933 da un commerciante di diamanti e rimase nella stessa famiglia per 70 anni. Passò dal primo proprietario a suo figlio. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu confiscata dai nazisti e ritrovata due anni dopo la fine del conflitto. Negli anni ’70 trascorse un periodo nel Congo Belga, prima di ritornare in Europa. Fu acquistata dall’attuale proprietario belga in Francia e restaurata circa 15 anni fa. È in ottime condizioni e successivamente è tornata in Belgio.
Il motore originale a otto cilindri eroga 90 CV e funziona con un impianto elettrico a 6 volt.
Due fari originali sono inclusi, così come la documentazione di servizio e manutenzione del precedente proprietario belga (dopo il restauro) e il libretto d’uso originale. L’auto è immatricolata nel Regno Unito.
Questo veicolo storico sarebbe un gioiello in ogni collezione automobilistica. Opportunità rara: le Blue Streak sono quasi impossibili da trovare sul mercato.
Scambio o permuta possibile con auto di valore equivalente.
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